
Settimana scorsa il Governo e i sindacati hanno raggiunto un accordo sul rinnovo del contratto degli statali, che ne ha dunque scongiurato lo sciopero. Pare che la spesa per coprire gli aumenti di stipendio ai dipendenti statali in senso stretto (quelli cioe' che infestano i corridoi dei vari Ministeri) si aggiri attorno ai 5,4 miliardi per il 2007-2008 (si veda ad esempio la tabella pubblicata dal Giornale).
Non proprio briciole...
Vorrei allora cogliere l'occasione per riportare qui alcuni brevi brani tratti dall'ultimo libro di Pietro Ichino, ex-sindacalista della Cgil e oggi grande esperto di questioni sindacali, intitolato "I nullafacenti":
[...] Alla proposta di individuare i dipendenti pubblici totalmente improduttivi e di incominciare a tagliare li', piuttosto che tagliare sugli investimenti o sui servizi pubblici che funzionanao, i sindacalisti rispondono, come previsto, con un "no" secco: niente licenziamenti; semmai "mobilita'" e incentivi.
[...] La tesi dei sindacalisti su questo problema: lincenziare non si deve, mai.
[...] Veniamo alla proposta alternativa della "mobilita'". I sindacati del settore pubblico fino ad oggi si sono sempre opposti in modo fermissimo a qualsiasi trasferimento autoritativo di dipendenti pubblici: la "mobilita'" che essi propongono e' solo quella "concordata" e "volontaria".
Superfluo commentare, penso.
Quello della lotta allo spreco costante di risorse, sia economiche che umane, che avviene quotidianamente tra le pieghe degli apparati burocratici e' un punto su cui qualunque liberale si riconosce facilmente. Apprezzo spesso i commenti di Ichino nel cercare soluzioni piu' "meritocratiche" per la gestione degli statali, come avevo gia' avuto modo di ripetere in un post precedente.
Certo e' che la velocita' con cui questo Governo ha voluto "abbassare le braghe" di fronte alle richieste dei dipendenti statali, e' a dir poco sconcertante.
Parlano poi di "giustizia sociale"...
Ditemi voi
(Orizzonte Liberale - 13.12.06)
